L'invincibile estate di Liliana - Cristina Rivera Garza

Questo libro è la storia di Liliana, una studentessa di architettura di Città del Messico, che mentre stava progettando di andare in Inghilterra per un master con la sua amica Ana, fu uccisa dal suo ex fidanzato.

Era il 16 luglio 1990 e all’epoca la parola ‘femminicidio’ in Messico non esisteva ancora: questi delitti venivano catalogati come delitti passionali. Nonostante l’assassino di Liliana fosse stato identificato piuttosto in fretta, non fu mai né catturato, né tantomeno condannato.

Quasi trent’anni dopo, nel 2019, Cristina Rivera Garza, autrice di questo libro e sorella di Liliana, parte dagli Stati Uniti (dove vive e insegna) diretta a Città del Messico, decisa a cercare finalmente giustizia per sua sorella.

L’AUTRICE

Cristina Rivera Garza (1964) è una delle scrittrici messicane più celebri e stimate della sua generazione. Autrice di un’opera poliedrica e raffinata, che attraversa i generi passando per romanzi, racconti, saggi e poesie, è l’unica a essersi aggiudicata due volte il Premio Sor Juana Inés de la Cruz, oltre a numerosi riconoscimenti internazionali, fra i quali il Premio Anna Seghers nel 2005, il Premio Roger Callois nel 2013 e il prestigioso «Genius Grant» della MacArthur Foundation nel 2020. Insegna all’UNiversità di Houston, dove ha fondato il primo Dottorato in Scrittura Creativa in lingua spagnola degli Stati Uniti.

Il libro comincia fra corridoi labirintici dei palazzi di giustizia, alla ricerca di un fascicolo sepolto in qualche archivio, e continua nelle vie piene di studenti di Azcapotzalco, viaggiando nei tempi e negli spazi di questa storia.

Ci guida attraverso la narrazione la voce autentica di Liliana, grazie alla trascrizione minuziosa di estratti dal suo diario. Durante la sua adolescenza, Liliana aveva tenuto dei diari molto dettagliati di tutto ciò che ascoltava, vedeva e sentiva. Raccoglieva addirittura le lettere che inviava e che riceveva dai propri amici. Cristina Rivera Garza parte da queste pagine colme dei pensieri di Liliana, e le combina alle voci degli amici e delle amiche dei tempi dell’università, alla propria voce di sorella e quelle dei loro genitori.

Da queste testimonianze emerge il ritratto di una ragazza di vent’anni straordinario nella sua normalità: un gomitolo di sogni, turbamenti, sentimenti contrastanti che si sovrappongono e si alternano continuamente.

Non ho mai dubitato dell'amore di Liliana. Non ho mai dubitato, voglio dire, che Liliana mi amasse. Diffidai di tutti gli altri: i fidanzati, gli amici, i parenti, i miei genitori. Arrivai a credere che l'insistenza dei miei genitori contro una libertà che loro stessi avevano instillato in me fosse a sua volta mancanza di affetto. Eppure mi sono sempre sentita protetta nel mondo perché sapevo, ero certa che qualunque cosa potesse capitare, alla fine di tutto, Liliana mi avrebbe sempre amata.

Credetti ciecamente, assolutamente, onestamente nella sua capacità di amare.

L'invincibile estate di Liliana

L’invincibile estate di Liliana è un libro che cambia registro ad ogni pagina e contiene tantissime sfaccettature. Non è solo un resoconto dei fatti: è uno scritto estremamente politico, che parla di sorellanza di sangue, ma anche e soprattutto di lotta. È un libro che ci racconta che cosa succede quando una famiglia, e di riflesso una società, non hanno le parole per definire le cose. Ci racconta quanto sia difficile, in un mondo che non conosce la parola femminicidio, ammettere la gravità di una persecuzione, riconoscere la violenza di genere e le sue estreme conseguenze. È un’impresa metaletteraria, una riflessione sul senso della scrittura, sul suo potere di ricordo, elaborazione del trauma e sviluppo di consapevolezza.

È tutto questo e tanto altro. Ma è soprattutto la storia di una ragazza luminosissima che dentro di sé aveva un invincibile estate, come scriveva lei stessa nel suo diario usando una poesia di Camus, e di sua sorella che si interroga su che cosa significa sopravvivere e come si può ottenere giustizia.

Questo libro è difficilmente ascrivibile a un genere specifico. Rivera Garza dirige in modo sublime l’orchestra di una testimonianza collettiva che rende Liliana allo stesso tempo una presenza tangibile e un’assenza irrimediabile. In uno dei passaggi più toccanti, l’autrice ha come un’epifania, la mattina di capodanno durante una camminata sull’Harrisburg Trail a Houston. Si rende conto che ‘la presenza dei morti ci accompagna nei minuscoli interstizi dei giorni. Ci sono sempre altri occhi che vedono ciò che io vedo e immaginare quell’altra prospettiva, immaginare ciò che dei sensi non miei potrebbero apprezzare attraverso i miei sensi è, se ci pensiamo bene, una definizione puntuale dell’amore.’ ‘Vivere in lutto è questo: non essere mai sola’, dice. La narrazione è costellata da momenti come questo, così profondi da lasciare senza fiato. Fra le pagine si mischiano dolore, amore, denuncia, rabbia, che ci hanno coinvolto in un’esperienza di lettura indimenticabile.

Vivere in lutto è questo: non essere mai sola. Invisibile ma evidente in molti modi, la presenza dei morti ci accompagna nei minuscoli interstizi dei giorni. Da sopra la spalla, nel timbro della voce, nell'eco di ogni passo. Sopra le finestre, sulla linea dell'orizzonte, fra le ombre degli alberi. Sono sempre là e sono sempre qui, con e dentro di noi, e fuori, ci avvolgono con il loro calore, ci proteggono dalle intemperie. Questo è il lavoro del lutto: riconoscere la loro presenza, dire sì alla loro presenza. Ci sono sempre altri occhi che vedono ciò che io vedo e immaginare quell’altra prospettiva, immaginare ciò che dei sensi non miei potrebbero apprezzare attraverso i miei sensi è, se ci pensiamo bene, una definizione puntuale dell'amore. Il lutto è la fine della solitudine.

L'invincibile estate di Liliana

Qui, Cristina Rivera Garza racconta che cos’è per lei la scrittura

Altri libri, film, podcast che ci sono venuti in mente legati ai vari temi di questa storia:

  • Passenger Messico
  • Il corpo ricorda, Lacy M. Johnson, NN
  • Poverine, Carlotta Vagnoli, Einaudi
  • La casa dei tuoi sogni, Carmen Maria Machado, Codice
  • Volver, Pedro Almodovar
  • La notte del 12, Dominik Moll
  • Perché usiamo la parola femminicidio, Amare Parole, Vera Gheno (si ascolta qui)